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SIOR TODERO BRONTOLON

SIOR TODERO BRONTOLON

Commedia veneziana di Carlo Goldoni -  Regia Antonio Sartor
Con:  Lucio Zuliani  (Todero),  Alberto Fulgaro  (Pellegrin),  Rosa Piccoli  (Marcolina), Lisa Papa (Zanetta), Moreno Favaro  (Desiderio), Gianluca Dal Col  (Nicoletto), Chiara Vettorel (Cecilia),  Dina Mellarè  (Fortunata),  Andrea Stivanello  (Meneghetto),  Riccardo Santin  (Gregorio).
Costumi: Marilina Maset - Scenografia: Francesca Pavan - Audio e luci: Gianluca Bortotto, Luca Bottega

 
La commedia fu rappresentata con pieno successo al teatro San Luca nel gennaio del 1762, qualche mese prima del definitivo trasferimento a Parigi dell'autore. Non c'è stato nessun grande interprete del teatro goldoniano, dal "coneglianese" Ferruccio Benini, a Cesco Baseggio, a Gastone Moschin, a Giulio Bosetti, solo per citarne alcuni storicamente famosi,  che non abbia amato l'opera e non si sia cimentato nel ruolo del protagonista.
La trama della commedia è lineare, anche se piena di improvvisi colpi di scena e di accelerazioni drammatiche  e comiche. Todero è l'indiscusso "patron" di una famiglia rigidamente patriarcale, in cui tutti devono dipendere dal più anziano: il figlio imbelle Pellegrin, la nuora battagliera Marcolina, la timida "nezza” Zanetta, il suo fattore Desiderio col figlio Nicoletto, il vecchio servo Gregorio e la cameriera Cecilia. Ma ecco la novità: arriva la vedova Fortunata a chiedere la mano di Zanetta per il cugino Meneghetto. Todero ha però in progetto di "sistemare" Zanetta con Nicoletto, soprattutto perché così la "dota" rimarrà in casa. Ma……
CARLO GOLDONI
Nasce a Venezia nel 1707 da famiglia borghese e muore in miseria nel 1793 a Parigi. Voltaire lo definì l'autore che meglio di ogni altro "dipinse"  la natura umana.


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