Storia della compagnia teatrale TremilioniFrutto di una innata passione per il teatro e del fermento salesiano che da sempre ha animato la comunità parrocchiale di Parè di Conegliano (TV), la Compagnia Teatrale Tremilioni muove i suoi primi passi nell’oramai lontano autunno del 1988 quando, animata dal più sano spirito di aggregazione, mise in scena la commedia “QUEL SIMPATICO ZIO PARROCO” di Franco Roberto. Lungi dal poter solo immaginare una “vita artistica” oramai ultradecennale, la Compagnia mise in scena negli anni successivi il “SIOR TITA PARON” di Gino Rocca (1990) e “LA BUGIA VA IN VACANZA” di Franco Roberto incontrando il favore di un pubblico appassionato. Proprio sulla scia dell’entusiasmo e di una passione contagiosa per il teatro, dopo una lunga ma proficua gestazione, nel 1993 la Compagnia (oramai diventata un soggetto giuridico a tutti gli effetti) affronta la sua prima opera goldoniana incamminandosi lungo quella via che la porterà a prediligere nelle proprie rappresentazioni il noto commediografo veneziano. Con la commedia “SIOR TODERO BRONTOLON” la Compagnia guadagna la propria maturità artistica inanellando oltre 30 repliche e ricevendo nel 1994 il Premio Cultura Lions per “... l’appassionata opera di divulgazione del teatro amatoriale che la stessa svolge con riconosciuto successo dal 1988”. Forte delle lusinghiere ed apprezzate critiche al primo lavoro goldoniana, la Compagnia mette in scena nel 1997 la commedia “I RUSTEGHI” rispondendo così ad un pubblico di appassionati che sempre più attendeva dalla Compagnia Teatrale Tremilioni conferme e che ha saputo ricambiare con un calore genuino ed attento l’impegno costantemente profuso nel corso degli anni. Sempre animata dallo stesso spirito e dalle stesse motivazioni degli inizi, il gruppo teatrale (pur di fronte agli inevitabili avvicendamenti di organico nel corso della sua lunga vita) si cimentava nel 2001 nella commedia goldoniana del “VENTAGLIO” nella versione dialettale dell’attore coneglianese Ferruccio Benini raggiungendo una maturità artistica nemmeno immaginata agli inizi parrocchiali. Seguiva nel Giugno 2007, dopo una lunga gestazione, la commedia “LA LOCANDIERA” con cui la Compagnia, fedele alla propria vocazione goldoniana, intende offrire al proprio pubblico di affezionati un altro affresco di teatro veneto settecentesco fatto di marchesi squattrinati, di conti scialacquatori, di cavalieri misogini, di donne furbe ed approfittatrici delle debolezze di uomini spesso annebbiati dalle lusinghe femminili. Su tutto regna l’abile penna di uno scrittore dal tocco morbido ma pungente, realistico e disarmante, critico e benevolo che ha saputo affascinare questo gruppo di teatro amatoriale. Tutto questo è vita vissuta fino ai giorni nostri, il resto è storia da scrivere ... |