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IL MALATO IMMAGINARIO

IL MALATO IMMAGINARIO

Commedia di Molière
Adattamento e Regia di Toni Sartor


NUOVA PRODUZIONE 2023

Il malato immaginario (Le Malade imaginaire), è una commedia in III atti, del drammaturgo francese Molière. Da ricordare che nel XVII secolo, in Francia, il termine "immaginario" significava pazzo. La pièce venne rappresentata per la prima volta al Palais-Royal il 10 febbraio 1673, dalla "Troupe du Roy", con le musiche di Marc-Antonie Charpentier, e coreografie di  Pierre Beauchamp. L'opera è quasi un'autobiografia del drammaturgo. Intesa dal suo autore come una farsa, è inframmezzata da intermezzi musicali e balletti giustapposti alla commedia, inseriti all'unico scopo di compiacere i gusti di Luigi XIV, lasciando però intatta la struttura dell'opera. Scritta nell'ultimo anno di vita di Molière, la commedia è intrisa di realismo. Lo stesso protagonista, che si presenta come un classico personaggio farsesco, pronuncia a tratti affermazioni lucide e ragionevoli, mostrando un cinismo e una disillusione che tradiscono le amare riflessioni dello stesso autore, il quale approfitta delle occasioni comiche offerte dalla trama per introdurre in modo inaspettato un'aspra denuncia della società del suo tempo. Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.

La Tremilioni presenta questa commedia, allegerendola di alcune scene e personaggi secondari, divisa in tre atti che raccontano le vicende di Argante e della sua famiglia.
Il protagonista è schiavo della sua ipocondria al punto tale da voler costringere sua figlia Angelica a sposarsi con Tommaso Diarreticus, figlio di un dottore, in modo da poter avere tutte le cure necessarie in qualsiasi momento e perché ritiene che appartenga ad una famiglia economicamente ben agiata.
Ma la povera figlia, già innamorata del giovane Cleante, si rifiuta e, sostenuta da Tonina, la serva, ribadisce la sua volontà di autonomia nella scelta del suo futuro marito.
Entra poi in scena la giovane moglie di Argante, Belina, sposata in seconde nozze, la quale prova un avido disprezzo per il marito e che vorrebbe mandare la figlia in convento, per poter così essere più libera di circuire il marito e, con l’aiuto dello scaltro notaio, Bonafede, far sì che intesti a lei tutti i sui beni.
Il protagonista però decide, ispirato da suo fratello Beraldo e da Tonina, di mettere alla prova le due donne, scoprendo così un’amara ipocrisia della moglie e un’ammirevole sincerità della figlia. La commedia si conclude con l’accettazione da parte del padre delle nozze tra Angelica e Cleante ed un’inaspettata investitura di Argante stesso a medico.

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